sabato 8 gennaio 2022

8 GENNAIO - ECCO IL MIO SERVO!

«Ecco il mio servo, che io sostengo, il mio eletto in cui la mia anima si compiace. Ho posto il mio Spirito su di lui; egli porterà la giustizia alle nazioni. Non griderà, non alzerà la voce, non farà udire la sua voce per le strade. Non spezzerà la canna rotta e non spegnerà il lucignolo fumante; presenterà la giustizia secondo verità. Egli non verrà meno e non si scoraggerà, finché non avrà stabilito la giustizia sulla terra; e le isole aspetteranno la sua legge» (Isaia 42:1-4) 


Il profeta Isaia presenta il Vangelo, annunciando la Parola di Yahweh: «Ecco il mio servo, io lo sosterrò; il mio eletto di cui mi compiaccio». Questa è la profezia che Matteo riferisce a Cristo ed alla sua opera (Matteo 12:18). In questo passo osserveremo in primo luogo la chiamata di Cristo alla missione che il Padre gli ha affidato, e poi l’adempimento di questa missione.

LA CHIAMATA DI CRISTO
Dio definisce Gesù Cristo “il Mio servo”. Cristo fu “il servo” cui Dio Padre affidò la più grande opera. La Scrittura c’insegna che Gesù fece e subì tutto ciò che il Padre aveva preordinato. Questa verità ci aiuta a comprendere il tenero amore che Dio ha avuto per noi, in quanto ci dimostra che Egli ha considerato la nostra salvezza l’opera più importante mai compiuta. Per questo il Padre ha scelto di affidare il compimento della redenzione al Suo unigenito Figlio.

Egli esclama “Ecco!” per farci alzare lo sguardo verso ciò che, più di ogni altra cosa, reclama la nostra attenzione e ammirazione. Quando siamo tentati, la nostra attenzione è tutta quanta rivolta alle prove della nostra fede. Perciò, il nostro sguardo deve essere distolto dalle circostanze in cui ci troviamo per volgersi solamente a Colui che può dare riposo alle nostre anime travagliate. La cosa migliore che possiamo fare quando siamo tentati è: fissare lo sguardo su Cristo, il serpente di rame (Giovanni 3:14), l’Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo (Giovanni 1:29).

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