Colui che è desideroso di ricevere grazia dal Signore, deve altresì essere disposto a sottomettersi a lui ed a lasciarsi guidare
Poiché l’uomo è una creatura razionale e dotata di sentimenti, Dio si rivolge a lui in modo amichevole. Egli cerca di persuaderlo con insistenza, invitandolo a considerare l’amore di Cristo, mostrandogli che egli s’interessa anche agli uomini più umili e deboli. Dunque, di fronte a quest’offerta o, per meglio dire, di fronte all’offerta dell’amore di Dio Padre in Cristo, dovremmo considerare con grande serietà e riverenza il messaggio del Vangelo e correre con fede ai piedi del trono della grazia. Tuttavia, questo conforto è disponibile solo per coloro che rinunciano a se stessi e si sottomettono in ogni cosa al giogo di Cristo.
In questo passo della Scrittura possiamo osservare sia la misericordia di Cristo per le “canne rotte”, sia la sua signoria che, gradualmente, prevale sulla loro corruzione. Cristo concede grazia ai deboli, nel senso che opera al fine di migliorare la loro anima. Colui che è desideroso di ricevere grazia dal Signore, deve altresì essere disposto a sottomettersi a lui ed a lasciarsi guidare. Se Cristo è “lo sposo”, “il capo” ed il “il sommo pastore”, egli non vive solo per mostrarci compassione e tenerezza, ma anche per governare la nostra vita! Quando siamo diventati cristiani, non siamo stati liberati da ogni forma di ubbidienza e sottomissione. In realtà, quel che è avvenuto è che abbiamo cambiato “padrone”.
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